Viaggiare a Marrakech con la musica

In questi mesi abbiamo imparato a viaggiare in modi un po’ differenti. Non potendolo fare fisicamente, c’è chi l’ha fatto attraverso la fotografia, chi con i video e chi grazie ai libri. Anche la musica ha un potere evocativo importante ed oggi io la uso per viaggiare a Marrakech.

Un itinerario geografico e musicale che attraversa la Piazza Djemaa el-Fnaa, Piazza Rahba Kedima fino alle Tombe Saadiane, Le Jardin Majorelle e Le Palmeraie. E se cercate un ottimo alloggio, anch’esso musicale, provate il miglior riad di Marrakech.

1. Tunnelvisions – Raga

Un viaggio un po’ ipnotico e un po’ esoterico, sicuramente ripetitivo e quasi trance. Impossibile smettere di ascoltare questa canzone.

Dove ascoltarla?

Il beat ci porta fino alle Tombe Saadiane, scoperte a Marrakech nel 1917, sono uno dei luoghi più visitati della città.

Il Sultano Ahmed-Al-Mansour ed-Dahbi non lesina sulle spese e commissiona uno dei mausolei più ricchi e sontuosi per il suo viaggio nell’adilà. In effetti la Camera dai 12 Pilastri, oltre a stupire per le ricche decorazioni, lascia al visitatore una strana sensazione, quasi da pelle d’oca, esattamente come il pezzo dei Tunnelvisions.

2. Ibrahim Maalouf – Movement I

Ibrahim Maalouf è un trombettista libanese, naturalizzato francese che realizza questo brano che sembra di origine slave ma che finisce come un raffinatissimo pezzo jazz che ci accompagna nella nostra visita a Marrakech. Melting pot alla seconda, insomma.

Dove ascoltarla?

L’odore di curcuma e cumino si mescola a quello delle altre spezie in Piazza Rahba Kedima, il cuore dei souq delle spezie. Movement I è perfetto per accompagnarvi in una passeggiata in una mattina luminosa in queste viette dove troverete il meglio del meglio delle spezie della città, e qualche altro strano prodotto, per la verità.

Ricordatevi infatti che i marocchini non usano le spezie solo per cucinare ma anche come rimedi naturali a vari malanni, realizzano vere e proprie pozioni per allontanare i cattivissimi spiriti cattivi, gli djin.

3. Earthrise Soundsystem – Sombience

La canzone quasi soffocante e terrosa accompagna una immaginaria quanto insopportabile onda di calore a Marrakech.

Dove ascoltarla?

Quando il caldo nelle poverose strade di Marrakech diventa davvero insopportabile dirigetevi a Le Palmeraie. La piccola oasi di palme alle porte della città è il posto perfetto per ristorarsi tra piscine, lounge bar, o passeggiate nel deserto a bordo di dromedari, solo per i più temerari sprezzanti del caldo.

4. Bombino – Azamane Tiliade

Cantautore nigerino di origine Tuareg, Bombino è uno dei più famosi esponenti del cosidetto “Desert Blues”. Pur non essendo marocchino, realizza la canzone perfetta per accompagnarci nel luogo più iconico di Marrakech.

Dove ascoltarla?

Nell’iconica piazza Djemaa el-Fna al tramonto: non una semplice piazza, nè un mercato o un ristorante a cielo aperto e nemmeno una trappola per turisti: Djemaa el- Fna è un teatro. É una festa. É tutte queste cose insieme e ancora di più. Dovunque il tuo sguardo cadrà ci sarà sempre drama-in-progress: acrobati, artisti di strada, venditori ambulanti, truffatori, ladri, guide, turisti, locals e ristoratori.

Se ti senti all’improvviso sopraffatto, tranquillizzati, è normale. O se semplicemente vuoi un attimo di relax e un tè alla menta, vai al Cafè Kesabine. Oppure ascolta l’intero album di Bombino.

5. Deep Divers – Glowstick

Una canzone completamente blu, praticamente subacquea.

Dove ascoltarla?

Nel luogo più blu che esista a Marrakech: le Jardin Majorelle. Yves Saint Laurent e il suo compagno acquistarono la spettacolare villa blu elettrico nel 1964 dal pittore e ideatore Jacques Majorelle. Una vera e propria oasi in città, una passeggiata nel magnifico giardino tra palme, piante di bambù e cactus, mette un senso di serenità lontano dal caos polveroso della Ville Nouvelle.

In pochi lo sanno ma le ceneri di Yves Saint Laurent sono state disperse proprio qui, nel Jardin Majorelle, tra più di 300 specie di piante provenienti dai cinque continenti.

6. Pocosin – Trippin Jaguar

I Trippin Jaguar con Pocosin realizzano un sogno musicale e un tema psichedelico al tempo stesso, che trascende cultura, latitudine e longitudine. Nonostante ciò questa canzone è perfetta per accompagnare una visita alla Medersa.

Dove ascoltarla?

Alla Ali Ben Youssef Medersa di Marrakech. Intanto: cos’è una Medersa? Si tratta di una scuola teologica. La Ali Ben Youssef Medersa  è stata per molti anni il più grande punto di riferimento per lo studio del Corano nel Nord Africa. Dal 19° secolo però perde di importanza, fino ad arrivare ad oggi dove possiamo ammirarne solo i meravigliosi resti.

Rimane comunque uno magnifico esempi di arte islamica ancora oggi.

Gli studenti da decenni non percorrono più le sue stanze e corridoi ma visitandola, una sensazione di calma, quiete e concentrazione rimane addosso alla pelle del visitatore..

7. Les Filles de Illighadad – Imigradan

Da Marrakech ad Agadez, in Niger ci sono circa 3800 chilometri, in auto ci vogliono 47 ore. A collegare le due città c’è l’autostrada Trans-Sahariana oppure Les Filles de Illighadad. Eh sì perché la cultura berbera, in questo caso tuareg, si trova in tutto il nord Africa, quindi in Marocco ma non solo.

Dove ascoltarla?

Percorrendo la Trans-Sahariana alla ricerca del piccolissimo villaggio di Illighadad. Nel Sahara, tra Mali, Niger, Algeria, Libia e Marocco dove vivono i Tuareg (cioè il popolo che parla la lingua Tamashek, una delle varietà di Berbero più parlate in nord Africa.)

Percorrendo la Trans-Sahariana alla ricerca del piccolissimo villaggio di Illighadad.

 

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